Spazi
Gli spazi della Facoltà di Architettura di Ferrara si sono espansi significativamente nel 2009 con il complesso di Palazzo Tassoni, completamente rifunzionalizzato attraverso un restauro scientifico della fabbrica storica, portando di fatto quasi a conclusione il processo di costituzione di un vero e proprio campus universitario incastonato nel tessuto della città storica estense.
Le attività formative ed istituzionali acquisiscono, così, alla piena funzionalità l’articolato insieme di edifici, coincidente con il nucleo monumentale della residenza patrizia della famiglia Tassoni, destinato all’ampliamento degli spazi per la didattica, per la ricerca e per eventi culturali di valenza nazionale ed internazionale.
Costruito durante l'Addizione borsiana nella metà del XV secolo presso la contrada della Ghiara, il palazzo venne confiscato da Ercole I d'Este al fattore ducale Bonvicino dalla Carte per farne dono ai Conti Tassoni nel 1476. Risale al 1491 la lettera indirizzata al duca in cui l'architetto Biagio Rossetti afferma di seguire i lavori per la ristrutturazione del palazzo. L'edificio rimase dimora della famiglia Tassoni sino al 1858 quando venne destinato a sede dell’Ospedale provinciale. Lungo il Novecento la struttura ha ospitato molteplici e variegate attività che hanno declassato la funzione e la fruizone originaria del complesso. Negli anni Ottanta la gestione del palazzo passa all'Università ed il suo recupero viene inserito nel "Progetto di Valorizzazione delle Mura e del Sistema Museale di Ferrara".
Dal 1997 Palazzo Tassoni è stato oggetto di studi e di ricerche da parte della Facoltà di Architettura di Ferrara da cui è scaturito un progetto e un intervento di restauro scientifico.
Il progetto è stato redatto da un nucleo di docenti composto da Pietromaria Davoli (coordinamento generale e progetto architettonico), Claudio Alessandri (progetto strutturale), Sante Mazzacane (progetto impiantistico) con il coinvolgimento del Centro operativo di Ferrara della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici nella figura di Andrea Alberti (direzione dei lavori).
Oltre che per attività didattiche, di ricerca, di rappresentanza, una parte dei quartieri monumentali – soprattutto il Salone a piano terra e il grande Salone d'Onore al primo piano - ospita mostre ed eventi culturali; altri ambienti sono resi disponibili per riunioni, tavole rotonde e seminari aperti alla società civile e produttiva del Paese in base alla programmazione temporalizzata di specifici open day o open week per iniziative promosse in stretta collaborazione con Istituzioni, con Committenze pubbliche e private, con le Organizzazioni di produzione, con le Associazioni culturali sia di ambito ferrarese che dell’orizzonte più vasto nazionale ed internazionale.