DESIGN & MATERIALITY
Culture, pratiche e significati dei materiali nel progetto contemporaneo
Negli ultimi decenni il dibattito sul progetto è stato mediato dalla promessa di una progressiva smaterializzazione del mondo. L’ascesa di tecnologie digitali, piattaforme, servizi immateriali e, recentemente, sistemi di intelligenza artificiale, ha consolidato l’immagine di una società fondata sulla circolazione di dati e informazioni piuttosto che sulla materia tangibile. Tale immaginario trova una delle sue formulazioni più emblematiche nella riflessione sviluppata attorno agli Immatériaux (Lyotard & Chaput, 1985), dove la modernità avanzata sembrava prefigurare una progressiva emancipazione dai vincoli materiali della produzione. Eppure, proprio mentre il mondo tende a rappresentarsi come immateriale e digitalizzato, la questione della materia torna con forza al centro del dibattito contemporaneo. Già negli anni Ottanta, in effetti, Tomás Maldonado metteva in discussione il presunto carattere ecologico della dematerializzazione, osservando come la crescita tecnologica continuasse a fondarsi su una crescente mobilitazione di risorse materiali (Maldonado, 2013). Oggi tale riflessione appare ancora più attuale. Le infrastrutture che sostengono la digitalizzazione globale – data center, reti di telecomunicazione, cloud computing, dispositivi connessi, sistemi di intelligenza artificiale – richiedono enormi quantità di energia, acqua, terre rare, metalli e materie prime. L’immateriale allora non sostituisce la materia; ne ridefinisce piuttosto le geografie, le filiere, le visibilità e le modalità di estrazione.