Il tema proposto per questo numero di MD Journal nasce in relazione all’attivazione del Corso di Laurea Magistrale LM12 “Design di prodotto e servizio per la cultura e la salute” inaugurato nell’a.a. 2025-2026 presso l’Università degli Studi di Ferrara.
L’esperienza didattica e progettuale avviata in questo ambito ha offerto un primo terreno di verifica della fecondità dell’approccio che mette in relazione cultura, salute come bene comune, favorendo il confronto tra pratiche, modelli e prospettive disciplinari che questa call intende ora estendere e condividere con l’intera comunità accademica e scientifica.
Il numero 15 di MD Journal si inserisce nel campo del sapere inquadrabile come typographical discourse, proponendo una raccolta di riflessioni sul tema delle scritture alfabetiche.
Il numero 15 della rivista MD Journal propone un’indagine delimitabile nell’ambito dei typographical studies.
“Design for citizenship” nasce dalla volontà di svolgere un’indagine sull’attualità del tema “pubblica utilità”, proposito convergente – con sincronia – con uno dei momenti di maggiore crisi del Paese e condizione – è già stato detto in altre occasioni [1] – che invita le categorie professionali dedicate al progetto, a riflettere sulla propria responsabilità etica, sociale e politica.
La materia litica è il Tema
MD Journal compie tre anni di vita. Dopo una serie di numeri monografici di natura trasversale: Involucri sensibili, Sinapsi. Design e connettività, Design paramentrico, Design & Industry 4.0, la rivista affronta, per la prima volta, un tema centrato sulla materia (sia pur una materia “molto particolare” come cercheremo di esplicitare) in rapporto alla disciplina del design; disciplina intesa nella sua accezione più tradizionale di “progetto” come “processo formalizzante”.
Nel campo del design vi sono confronti disciplinari solidi ma per certi versi controversi.
Tra questi contiamo quello che intercorre tra cultura artigiana e cultura del design, valutato nel tempo da una interdipendenza complessa e ambigua. Un rapporto che si è tuttavia aggiornato da quando il design si è confrontato con la condizione postmodernista del progetto, misurandosi pertanto con la frammentazione e la contaminazione dei generi, con la polisemia dei contenuti, con la fusione e la mediazione tra competenze ed esperienze di diverso genere e origine. Una circostanza che ha favorito il superamento dello storico contraddittorio che ha attraversato il progetto industriale nella sua versione più dottrinale, basato sulla divisione tra ciò che era o non era prodotto industrialmente.
La competitività di imprese e territori è sempre più legata alla capacità di produrre e utilizzare conoscenza. Conoscenza che gli economisti distinguono in tacita e localizzata e codificata e transnazionale. Da un punto di vista strettamente produttivo la conoscenza tacita è la capacità del costruttore-artigiano che si tramanda(va) di generazione in generazione, oralmente e attraverso i gesti e le azioni, in bottega.