Imanuel Kant, la disabilità e il design multisensoriale
Se la mancanza di un senso (p.e. quello della vista) è innata: così il disabile possibilmente coltiva un altro senso, che sostituisca il vicariato di quello, e esercita l’immaginazione produttiva con grande perseveranza: nel modo in cui cerca di comprendere la forma di corpo esterno attraverso il tatto e – dove questo per via della grandezza (p.e. di una casa) non è sufficiente – gli ambienti attraverso un altro senso, come quello dell’udito con l’eco della propria voce in una stanza: alla fine però, se una fortunata operazione riporta l’organo alla sua sensibilità, deve innanzitutto imparare a vedere e sentire, cioè riportare la sua percezione sotto la capacità di questo di tipo di soggetto.1
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15 Luglio 2010
Chi è esperto per definire i requisiti dell’UCD di un prodotto?
La domanda posta come titolo, è ambigua, mi rendo conto. Ma nasce dall’osservazione, che in collaborazione con aziende produttrici di vari prodotti, questa domanda sorge implicitamente nel momento in cui viene espresso il desiderio di collaborare con un team di esperti, in primis “l’università”.
Spesso viene individuato a priori un corpus di persone “esperte” in quanto lavorano in un determinato ambito. Voglio fare un esempio: per sviluppare innovazione sulla poltrona da dentista vengono chiamati i ricercatori della facoltà di medicina, in particolare coloro che lavorano nell’ambito della odontoiatria. L’appunto da fare sarebbe il seguente: se devo innovare un banco cassa e definire l’ergonomia di tale arredo, chiederò alla cassiera come vuole impostare il suo posto di lavoro. O ancora più “spinto”: al momento dell’acquisto della propria auto, il venditore vi chiede di indicare dove desidera avere lo sterzo e i comandi?
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19 Aprile 2010