È ricominciata la stagione delle grandi conferenze per il ventennale della Facoltà di Architettura di Ferrara con una lectio magistralis di Max Dudler confermando, come sottolinea il professor Daniele Pini chiamato a presentare l'ospite, la centralità in ambito ferrarese del tema architettonico perseguito non solo sul piano didattico ma anche come vero e proprio patrimonio sociale. Indice ne sono le Lauree Honoris Causa a protagonisti della scena internazionale come Peter Zumthor e Santiago Calatrava.
"Ceramica è il risultato della mescola tra la terra, la propria terra intesa fisicamente, e la vita degli esseri umani". Tale affermazione - intensa significazione nell'estrema sintesi che contraddistingue il suo stesso autore -, è pronunciata da Kengo Kuma in occasione dell'inaugurazione della Old House di Casalgrande Padana, sua seconda realizzazione architettonica in terra emiliana ove il grès porcellanato è ancora una volta protagonista.
Il maestro giapponese ci rammenta come il materiale ceramico venga dal "basso", dal terreno fisico, evidenziandone il senso di appartenenza alla terra, vivo in ciascuna civiltà che faccia uso tradizionalmente di tale materiale; dal suolo la materia è colta informe per essere trasformata in materiale artificiale grazie all'attività dell'uomo, rappresentandone simbolicamente il frutto dell'intelligenza e dell'impegno produttivo prolungato nel tempo.
Ogni progetto ci consegna normalmente una visione, una prefigurazione espressa a mezzo dei linguaggi della cultura, proiettata in una doppia dimensione di spazio e di tempo. Per sua natura il progetto indica l’attività propositiva del “gettare avanti”, dell’inscrivere l’azione nel futuro facendo leva sull’audacia visionaria, valorizzando le posizioni e le relazioni acquisite, attingendo alle risorse immateriali e alle energie disponibili o a quelle latenti e intercettabili.
Tutti sappiamo per esperienza diretta come sia sempre rischiosa la condizione dell’apertura al futuro, al desiderabile, all’auspicabile soprattutto nel momento in cui il progetto, nel suo tentativo di farsi opera, inevitabilmente sarà costretto a confrontarsi con il tempo, l’imprevedibile, l’indefinibile.
La Facoltà di Architettura di Ferrara compie nel 2011 vent'anni. Quattro lustri di vita istituzionale intensa lungo i quali si sono succedute, ma anche sovrapposte nel tempo, varie fasi: atto costitutivo e fondazione della Scuola, avvio delle attività formative e di ricerca, creazione di una comunità scientifica, sessioni di tesi con giovani laureati ferraresi che si sono progressivamente inseriti nel tessuto professionale del Paese, affermazione della Facoltà a livello nazionale (otto volte prima, negli ultimi dieci anni, nelle graduatorie di qualità CENSIS), celebrazione culturale del Decennale di fondazione, ampliamento degli spazi con il recupero di Palazzo Tassoni, varo del Corso di laurea in Disegno industriale.
Programma
COMUNICARE IL DESIGN ITALIANO
Tavola rotonda
13 dicembre 2011, ore 15.00
Palazzo Tassoni Estense
Salone d'Onore
Via della Ghiara 36, Ferrara
IL DESIGN COME VISIONE
Prolusione di Luisa Bocchietto, presidente ADI, al Corso di laurea ferrarese in Design del prodotto industriale
13 Dicembre 2011 ore 11, 30
Palazzo Tassoni Estense
Salone d’Onore
via della Ghiara 36, Ferrara
Architetto e designer, laureata nel 1985 a Milano alla Facoltà di Architettura in Disegno Industriale, diplomata contemporaneamente presso IED in architettura di interni. Da allora lavora con proprio studio a Biella e Milano. Collabora come visiting professor con università e scuole di design. Ha scritto testi di architettura e design, realizzato conferenze in Italia e all'estero. I suoi progetti sono stati pubblicati dalle riviste del settore.